Svolgimenti del Miniesercizio 1


Abbiamo deciso di pubblicare alcuni dei vostri svolgimenti del Miniesercizio 1. Troviamo davvero stimolante leggere le vostre storie, che a modo loro sono collegate. Perché prendono tutte spunto dallo stesso testo. In questo caso dalla stessa immagine.

Se volete conoscere il testo dell’esercizio andate qui:

https://scriverecreativo.wordpress.com/2016/12/05/miniesercizio-1/

Ecco i vostri svolgimenti:

 

Ilaria:

Il vento soffiava forte e le prime gocce di pioggia non servirono a fermare quei due.

Noi due sullo sfondo: io che cercavo il tuo sguardo e nel mentre reggevo loro l’ombrello, tu facevi altrettanto, distratto, con lo sguardo basso…Non mi guardavi.

Ho invidiato quella donna dal vestito rosso stretta al suo uomo e protetta…avrei voluto fare lo stesso con te. Chissà a che pensavi tu.

La pioggia accompagna la loro danza triste, per me, poiché annega il mio desiderio che avverto molto forte in me, di stringerti, come quell’uomo e quella donna, così legati, così innamorati…

Rosa B:

Quel giorno non passava mai, era tutto così grigio, ero in camera a perder tempo ,  mi misi alla finestra e vidi quell’uomo e quella donna che giravano abbracciati come trottole sulla strada bagnata e forse era questo a tener lontane le gocce di pioggia , io  pensavo a quegli altri  due, poveretti, che cercavano di ripararli e non avevano nessuna voglia di stare lì ,  immaginai che ci fosse della musica, ma quando aprii la finestra per ascoltare , niente,non c’era, c’era solo il rumore del vento . Ancora ci penso di tanto in tanto, vorrei accadesse anche a me, nel qual caso farei a meno dei camerieri

Ghirigoro Rogighiro:

All’imbrunire i lampi saettavano nel cielo ormai scuro e i tuoni con il loro rombo coprivano il ticchettio della pioggia che cadeva pesante e incessante.

Ma i due amanti ballavano lo stesso. Incuranti delle gocce fredde che li colpivano al volto continuavano a ballare stretti in un abbraccio appassionato.

L’autista e la cameriera, anche loro amanti, cercavano di ripararli sotto due grandi ombrelli, dando vita, intralciandosi, ad una goffa danza in cui gli ombrelli erano per loro dama e cavaliere. E loro ballavano stringendosi
sempre più e nutrendosi delle gocce che appiccicavano le loro labbra in teneri baci

Valter D.

Che belli! Esclamai, ma perché, maestra, ballano nel vento sotto la pioggia? Perché sono felici!Mi rispose.Tu hai mai ballato sotto la pioggia?Sì anch’io sono stata felice, se è questo che intendi.E i due che tengono gli ombrelli sono felici?Quelli non contano per loro, quando balli sotto la pioggia tutto il resto scompare, è un contorno!Mi chiedevo timoroso, sarò un contorno da grande o sarò felice?Lei si girò verso di me e disse:Forse quello fu l’unico giorno di felicità per loro e gli altri due furono felici per tutta la vita!

Adele S.

Ecco dove sono finiti i miei genitori!
Altro che partire, sono andati a ballare sull’acqua, e mi hanno detto una bugia; siamo quasi a Natale e non si dicono le bugie (veramente non si dicono mai). Maria e Antonio, che li hanno accompagnati, che ci fanno con gli ombrelli aperti? Non sta piovendo!
Non vedo la valigia di papà, forse l’hanno spedita per viaggiare più leggeri.
Ma che viaggiare, Ballano!!
Mamma però il suo beauty case non l’abbandona mai. Si sa, le signore amano ritoccarsi il trucco.
Beati loro!
Io però, non vorrei ballare sull’acqua ma camminarci su come Gesù.

KnockOut:

E’ la terza volta che succede.
Papà regge l’ombrello mentre diluvia e tira vento. E non ripara se stesso. Tenta di riparare la mamma che balla con quel tizio elegante dai capelli impomatati. Non so chi sia ma mi sta antipatico. Forse perché parla nell’orecchio della mamma e le sfiora il viso con quella boccuccia sfuggente. E perché pare che alla mamma dia fastidio papà col suo ombrello e la zia, che le grida di lasciar perdere e tornare a casa da me.
Ma lei non ascolta.
Quando rientra papà mi bacia, bagnandomi. Ma non è pioggia.

SognidiRnR:

“Improvvisamente capii che era inutile litigare. Mi voltai smettendo di scappare e iniziammo a ridere, lui a pochi passi da me. Ridevamo davvero, non con la bocca ma con gli occhi. Una folata di vento improvvisa scosse le nostre figure , il cappello quasi mi volò dalla testa, gli ombrelli si impennarono e tra di noi comparve una coppia in cui riconoscemmo la nostra giovinezza: eravamo noi quando spensierati ed eleganti ci promettemmo che avremmo ballato sempre dopo un litigio. E così è stato. Proprio Come ora su questa spiaggia bagnata dal temporale. Proprio Come quella coppia riportata dal vento.”

FedericaThePoet:

https://poetryisall.wordpress.com/2016/12/05/un-posto-speciale/

Paolo (Seme_Nero)

Avevamo lasciato la festa per godere della frescura della brezza marina, ma la musica ci era rimasta dentro. Lilly si tolse le scarpe e passeggiammo sulla battigia, canticchiando a bocca chiusa le note dello swing. Quella notte ci regalò ore e una serenità di cui godemmo, inconsapevolmente coscenti della sua prossima fine.
Ci trovarono così, Georgette e il povero signor Wilson, che tutta la notte ci avevano atteso e poi cercato, a ballare sulla spiaggia, con l’orchestra delle onde a suonare solo per noi, le stelle a guardarci invidiose fino all’alba, il sole ad accoglierci tra i suoi raggi caldi.

NewWhiteBear:

http://wp.me/pNMKv-H4

Isabella:

Il vento mi porta via l’ombrello, Miss Giulia non vuole venire via.
Prima di partire per la guerra Mr. Fuller, le chiese una foto, di spedirgli qualche suo pensiero.
Lei aveva promesso.
A lume di candela scriveva centinaia di lettere, e tutti i giorni seguiva il postino per uno scambio, ricevendo notizie di lui dal fronte, a volte mezze cancellate dalla censura, poi niente, per mesi e mesi.
La festa per la fine della guerra è finita bene con il ritorno di Mr Fueller.
Il suo valletto ha chiuso l’ombrello, viene verso di me…con un inchino mi chiede di ballare.

Ghyanda:

A Bernadette per poco non volò il cappello, e Phil dovette mantenere forte l’ombrello per non farlo andare via. Cercavano invano di avvicinarsi alla giovane coppia. Il vento soffiava forte, eppure loro continuavano a danzare, come immobili, come estranei da tutto il resto. I piedi scalzi sulla sabbia umida, sembravano muoversi senza alcun tempo, ma gli occhi socchiusi lasciavano intravedere qualcosa, il risuonare di una melodia lontana. Se anche il temporale non fosse passato, loro sarebbero bastati. Stretti l’un l’altro mentre il sole riprendeva il suo posto, non erano altro che due corpi lasciati indietro, intanto che il mondo avanzava.

MorenaF.

Dicembre 1916.
Ti prometto che saremo felici, credimi, anche se ora ti sembra impossibile. Un giorno non ci sarà più tutto questo, noi due da grandi saremo un uomo e una donna felici. Non ci sarà la guerra e balleremo. Tu indosserai un abito lungo rosso ed io un elegante abito nero. Balleremo sempre, in primavera e in estate e in autunno. Anche quando ci sarà pioggia e vento e l’inverno ci farà battere i denti, noi due balleremo di fronte al mare. Ora non dobbiamo tremare, ti ricordi cosa ci hanno detto babbo e mamma? Noi due saremo felici.

Marzia:

Che ventaccio è venuto fuori oggi; eppure mi piace. E mi garba il vestito rosso di mia sorella: a lei sta bene. Ma lui è più elegante. Lo sposerà? Credo di sì perchè sembrano fatti l’una per l’altro. Lei, Beatrice, è sontuosa e sinuosa. Papà dice che è la ragazza più bella della riviera. Se solo li vedesse però, ora che piove e stanno a danzare sotto l’acqua credo cambierebbe idea. Lei è scalza perchè ama sentire la spiaggia sotto i piedi, lo so. La cameriera, è esausta. Tra poco, osservate bene, se ne scappa con l’ombrello. O l’ombrello scapperà.

Ely Hoss:

Com’è bella! Non ho mai visto una donna più bella. Quando sarò grande sposerò una donna così e con lei ballerò sotto la pioggia, le mie mani toccheranno la sua pelle e la condurrò in un dolce ballo. Anche io sarò ricco e potrò permettermi di avere delle persone che ci riparano dalla pioggia quando vogliamo ballare, anzi: che riparino lei perché lei sarà preziosa; lei mi renderà un uomo felice ed io la renderò felice e balleremo, rideremo e balleremo ancora, anche sulla sabbia bagnata, col mare grosso poco distante a fare da spettatore al nostro amore.

Gabriella P.:

Come ogni sabato i miei genitori si preparavano per uscire.
Quella sera mia madre aveva indossato il suo bell abito rosso raccogliendo i capelli sulla nuca.
Mio padre indossava il suo bellissimo tight.
Improvvisamente la mamma inizio a piangere e scappo fuori sulla spiaggia che costeggiava la nostra villa e si avvio verso il mare.
Mio padre la rincorse e l abbraccio aiutandola ad uscire dall acqua,le sussurro qualcosa all orecchio e si misero a danzare sulla spiaggia, mia madre sorrideva.
Inizio a piovere e la servitu preoccupata per i due danzatori accorse da loro con gli ombrelli per ripararli.

Vogliamo ringraziarvi. Perché ricevere i vostri racconti per noi è la soddisfazione più bella. Il nostro piccolo blog non ha risvolti economici, ma solo emotivi. Non vogliamo insegnare nulla, vogliamo solo scoprire la creatività che ci circonda. Che è fuori. Che è in voi.

Grazie.

Scrivere Creativo.

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4 pensieri su “Svolgimenti del Miniesercizio 1

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